La mia arte è un viaggio spirituale alla ricerca di Dio, un’esplorazione delle profondità della coscienza e dell’architettura della Creazione.
Attraverso sovrapposizioni di colori, materia e segni circolari o archetipici, la tela diventa rito di metamorfosi: dal caos alla luce, dal buio alla speranza.
Ogni opera prende forma in un processo di cancellazioni e rigenerazioni, finché il cuore non riconosce la sua immagine compiuta. Sono istanti di consapevolezza, momenti in cui la presenza divina si rivela come un sussurro nell’anima.
Chi si pone di fronte ai miei quadri è invitato a varcare un portale di meraviglia e possibilità: un invito a credere che la trasformazione sia sempre possibile e a sollevare il velo che copre il volto di Dio, per percepirne la presenza viva in ogni dettaglio dell’universo.
My art is a spiritual journey in search of God, an exploration of the depths of consciousness and the mysterious architecture of Creation.
Through layers of color, matter, and circular or archetypal signs, the canvas becomes a ritual of metamorphosis: from chaos to light, from darkness to hope.
Each work emerges from a process of erasures and regenerations, until my heart recognizes its completed form. They are instants of awareness, moments in which the divine presence reveals itself as a whisper within the soul.
Those who stand before my paintings are invited to cross a threshold of wonder and possibility: an invitation to believe that transformation is always possible, and to lift the veil that covers the face of God, in order to perceive His presence alive in every detail of the universe.
Sebbene il mio percorso accademico e professionale sia sempre stato rivolto alle discipline scientifiche, è stata la mia curiosità — insaziabile come una chiamata interiore — a guidarmi verso la teologia, la teosofia e il loro segreto intreccio con l’arte.
Lo studio dell’ebraico biblico e delle correnti teologiche del mondo mi ha aperto le porte dei testi antichi, come varchi temporali attraverso i quali ho imparato a dialogare con il sanscrito, il latino, il greco: lingue che custodiscono memorie di cieli lontani.
Parallelamente, la fisica, prima classica, poi quantistica, ha plasmato in me un nuovo modo di percepire la realtà, rivelando l’invisibile tessitura che collega la materia allo spirito, l’atomo all’infinito.
Da questa ricerca profonda, dove la scienza incontra il mistero e la ragione sfiora il sacro, nasce la mia arte: un mezzo per dare forma a ciò che le parole non riescono a trattenere, frammenti di coscienza che chiedono di essere rivelati.
Ogni mia opera è meditazione e preghiera, un istante cristallizzato sulla tela come riflesso del mio viaggio personale nell’universo e nel divino che ci circonda, ci guida e ci respira.
Although my academic and professional path has always been oriented toward the sciences, it was my curiosity—relentless, like an inner calling—that led me to theology, theosophy, and their secret bond with art.
The study of Biblical Hebrew and the many theological currents of the world opened for me the doors of ancient texts, like temporal gateways through which I learned to converse with Sanskrit, Latin, and Greek: languages guarding memories of distant heavens.
At the same time, classical and quantum physics shaped within me a new way of perceiving reality, unveiling the invisible fabric that connects matter to spirit, the atom to the infinite.
From this profound search, where science encounters mystery and reason brushes against the sacred, my art is born: a vessel for what words cannot contain, fragments of consciousness that ask to be revealed.
Each of my works is meditation and prayer, a moment crystallized on the canvas, like a reflection of my personal journey through the universe and the divine that surrounds us, guides us, and breathes through us.